L’ora più difficile. L’ora più bella

L’Unione Popolare sta nascendo malgrado streghe ed Erode, e costruirà la salvezza.

di Raffaele D’Agata

Questa non è una normale, consueta, riflessione. È un modesto ma convinto appello di chi scrive.

Compagna e compagno, cittadina e cittadino, sorella e fratello! Io sono un compagno come te, un cittadino come te, un fratello che  vuole tenersi con te per mano mentre un ennesimo sopruso viene compiuto. Dobbiamo votare di corsa, in piena estate, perché un governo si è dimesso dopo avere ricevuto la fiducia di una maggioranza parlamentare (ciò che non  si voleva e non si vuole era infatti proprio un’opposizione: un’opposizione a determinate cose). Votare in fretta e senza storie, pro forma, come si deve, perché ci sia comunque un governo che continui con la guerra, la povertà, i tagli. Cercare di impedire che intanto la democrazia si risvegli e si organizzi. Su ciò le consorterie al potere, protette nel loro monopolio da una legge elettorale truffaldina, concordano: anche la signora Meloni che si presenta come il nuovo, l’alternativa, essendo nel Palazzo da trent’anni e avendo partecipato a ondate di privatizzazioni, controriforme, tagli, scempio di diritti; e anche chi finge di volerla tenere a bada perché “fascista” dopo avere rilegittimato le idee fasciste strappando la costituzione, e dato spazio alla demagogia abbandonando il popolo.

L’Unione Popolare è anche già, di fatto, sabato a Piacenza, dove l’Italia del lavoro e della libertà andrà a tenersi per mano questo sabato, insorgendo a difesa dei sindacalisti veri della logistica (i lavoratori oggi più sfruttati) colpiti da una repressione degna della più squallida e serva tra le repubbliche di banane! Perché è anche questo, sarà, anche dopo il voto, presenza e conquista quotidiana. Non è plebiscito su un nome, anche se le leggi oggi vigenti prescrivono di indicarne uno (e quello di Luigi De Magistris appare il più indicato, conosciuto, apprezzato): è comunque partecipazione, creazione, controllo popolare. Costruiamo rapidamente le liste, ci si offra, ci si impegni anche al sacrificio, certamente non al riposo o ad altre gratificazioni ma certamente alla gioia di essere comunità di lotta e di conquista.

Assordiamo, confondiamo, facciamo vacillare il potere con semplici e chiare parole:

  • No alla guerra interimperialista NATO-Russia sulla pelle della popolazione ucraina e sulla fame dei popoli!
  • Sì al salario minimo a 10 euro l’ora!
  • Sì al diritto al lavoro e ai diritti nel lavoro!
  • Sì alla scuola pubblica, di qualità e gratuita, e no allo sfruttamento assassino scuola-lavoro!
  • Sì alla sanità pubblica, gratuita e universale!
  • Sì alla mobilità pubblica e sostenibile!
  • Sì alla salvezza dal fuoco, dalla siccità, dall’aria avvelenata!
  • No ai giochi beffardi della finanza, no al debito ingiusto!

Viva l’Unione Popolare!

 

 



Categorie:Uncategorized

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